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domenica 17 luglio 2011

Back to Work



Lo so, il paragone con Andy Sachs è abbastanza inflazionato. Ma dovete perdonarmi, la fantasia in questo momento scarseggia.

Volevo dirvi che, da inizio luglio, ho ripreso a lavorare nello showroom di cui vi avevo parlato in questo post.

Ufficialmente sono una stagista (mi vale come stage per l'università), ma faccio esattamente ciò che facevo prima, se non peggio.
Vi dico solo che l'ultima attività da me compiuta è stata quella di prezzare capo per capo una collezione di circa 600 pezzi, dopo averla spacchettata e aver appeso ciascun pezzo sulle grucce.
Il tutto sorridendo e facendo finta di essere deliziata da questo compito.

Ma vi racconto .

Mr M. (il boss): "Carolina vieni un attimo"
Io (sudando freddo - quell'uomo è capace di ogni cosa -): "Mi dica! :)"  
Mr. M.: "Vedi quelle etichette?"
Io: "sì, certo" (era un trabocchetto)
Mr. M.: "Ecco, le devi attaccare a tutti i capi di *nome della collezione*, facendo attenzione ai codici"
Io: "Certo, va benissimo!" :) (voglio morire)

Mr. M. se ne va

Venditrice (rivoltasi a me): "Sappi che quello che stai facendo è un lavoro INUTILE, perché io lavoro dai libroni e di quei cosi non me ne faccio niente"

Io: " Benissimo! :)"

...E, come se non bastasse:

sabato 16 aprile 2011

Spazio T11 e progetto "Talent Booster" - Spazio T11 and project "Talent Booster"



Uno dei maggiori problemi per un designer emergente che ha appena creato una propria linea è principalmente quello di farsi conoscere e di proporre al maggior numero di buyer/showroom il proprio prodotto. Questo prodotto però non sempre può essere visionato subito di persona, perciò, nella maggior parte dei casi, viene prima inserito e/o inviato online.

Ora, prendete un ottimo prodotto, ma mettete che esso venga presentato male: nel 80% dei casi verrà scartato dal buyer/showroom, poiché non è stato messo adeguatamente in risalto (questo lo dico a partire dalla mia, seppur piccolissima, esperienza in showroom -di cui ho parlato brevemente qui-). Capite come ciò possa essere un danno sia per il designer, che ovviamente non riesce a vendere la propria idea e vede sfumata un'opportunità, sia per il buyer/showroom, che perde l'occasione di vendere una buona linea che porterebbe naturalmente vantaggi anche a lui.


Per questo motivo perciò è sempre bene per un designer emergente investire in un'ottima campagna promozionale, volta ad esaltare i pregi della proprio prodotto e ad aiutarne le vendite.


Ed è proprio per supportare i nuovi talenti e ad aiutarli a promuovere il proprio prodotto che è nato a Milano il progetto "Talent Booster", ideato dallo Studio T11, sito in zona Garibaldi: il progetto, in collaborazione con il fotografo Luca Patrone, mira a valorizzare e diffondere i nuovi talenti, proponendo loro delle soluzioni su misura per rappresentare al meglio le loro idee e la loro creatività. Presso lo Studio T11 è possibile non solo realizzare un portfolio fotografico, ma anche uno short video, che sarà in grado di catturare e rappresentare al meglio il mood del prodotto in questione.

sabato 5 marzo 2011

Aggiornamenti - Updates



Ai miei (pochi) lettori chiedo perdono per non aver più scritto: non sono sparita e non ho abbandonato questo luogo, ma ultimamente son stata talmente presa (sia fisicamente che mentalmente) che non sono riuscita a trovare un'ora libera per scrivere qualcosa di (anche vagamente) sensato.

Di argomenti di cui parlare ce ne sarebbero a bizzeffe (basti pensare alle Fashion Week di NY, Londra, Milano e Parigi, o al red carpet degli Oscar), ma, per una volta, vorrei trattare di un tema più personale, ossia del lavoro che sto svolgendo, visto che è ciò con cui al momento mi trovo più coinvolta.

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