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domenica 15 maggio 2011

Titolo non pervenuto (oggi non ho fantasia) - Unreported Title (no fantasy taday)

Stanotte ho sognato di andare ad un ritrovo di ex compagni di classe del mio liceo al braccio di A. (aka un meraviglioso fanciullo che al momento non mi fila neanche per errore) indossando questo:

Last night I dreamt I went to a high-school reunion together with A. (aka a really gorgeous guy I have a huge crush on at the moment) wearing this:

Chiunque me lo volesse regalare può acquistarlo comodamente da qui

...suscitando ovviamente tutta l'invidia e la gelosia delle mie ex compagne.

Sarei davvero curiosa di sapere cosa avrebbe detto Freud di tutto ciò. Forse che la sera prima avevo mangiato troppo.


...making, of course, all my former classmates jealous.

I'd be really curious to know what Freud would have said about all this. Maybe that I had eaten too much the previous evening. 

lunedì 31 gennaio 2011

I Nuovi Couturier: Stéphane Rolland - New Couturiers: Stéphane Rolland



Tra i grandi nomi dell' Haute Couture parigina si sta facendo strada Stéphane Rolland, classe 1966, couturier dall'indubbio talento e dallo spiccato gusto in fatto di stile. 
Nato a Parigi, dopo aver studiato moda presso la "Chambre Syndicale de la Couture Parisienne", Rolland lavora prima per Balenciaga, successivamente disegna la propria collezione di prêt-à-porter e, nel 1997, inizia a lavorare per il famoso couturier Jean-Louis Scherrer, collaborando nel mentre come costumista a diversi progetti legati al mondo del teatro e del cinema. Dopo 10 anni presso l'atelier di Scherrer, si stacca da quest'ultimo e decide di fondare la propria maison d'Alta Moda e, nel luglio del 2007, presenta la sua prima collezione Haute Couture, ottenendo da subito un enorme successo.

sabato 29 gennaio 2011

L'Haute Couture è il Jazz della Moda - Haute Couture is the Jazz of Fashion



"Il jazz non può essere spiegato. Lo si ascolta, e ti dice tutto lui", così un giorno mi disse un amico, in risposta ad una mia vana richiesta di spiegazioni su una composizione jazz. Inizialmente non capii il reale significato di quelle sue parole, poiché, fino a quel momento, ero abituata ad ascoltare canzoni il cui senso era lì, più o meno nascosto, ma presente ed individuabile bene o male da tutti; quelle musiche invece, quei suoni e quei ritmi non avevano un' interpretazione oggettiva, non erano "codificabili" da spiegazioni, e così, davanti ad essi, io, maniaca del controllo e del "tutto e subito", mi ero trovata spiazzata.

Tutto è rimasto invariato, fino a quando, pochi giorni fa, dopo aver visto una sfilata di Haute Couture (Dior), non ho avuto una specie di epifania e sono riuscita finalmente a capire quelle famose parole.

lunedì 6 dicembre 2010

Stilisti Emergenti PE 2011: Aquilano.Rimondi e Gabriele Colangelo - Emerging Designers of SS 2011: Aquilano.Rimondi and Gabriele Colangelo

Conosciamo ormai bene Karl (Who?) Lagerfeld e sappiamo distinguere con facilità un Dolce da un Dior, ma spesso corriamo il rischio di rimanere quasi fossilizzati solo su quella stretta cerchia di (grandi) nomi. Succede infatti che talvolta ci fermiamo ad osservare solo quanto proposto dalle grandi maison e lasciamo perdere il resto. Grande, enorme sbaglio.
È proprio per evitare ciò che ho deciso di aprire una mini-rubrica, nella quale presenterò (o, almeno, proverò a presentare) le collezioni di stilisti emergenti che, di stagione in stagione, mi avranno colpito maggiormente.

Oggi inizierò con due designer che hanno sfilato a Milano nelle Sfilate PE 2011 e di cui mi sono assolutamente innamorata: sono Aquilano.Rimondi e Gabriele Colangelo.


We already know Karl (Who?) Lagerfeld very well and we’re easily able to distinguish a Dolce’s from a Dior’s piece of clothing, but sometimes we do take a chance on staying fossilized just on those few (great) names. Sometimes happens that when we look at Fashion Shows, we just stop to look at what the most famous fashion houses propose for the season, ignoring the other ones. By doing this, we’re making a big, huge mistake.
That’s one of the main reasons that made me take the decision of starting a new “column”, where I’m going to talk about those emerging designers that I’ll most like during each season.

Today I’m going to talk about two (three, actually) Italian Designers who presented their collections during S/S 2011 Milan Fashion Week and who I’ve literally felt in love with: they’re Aquilano.Rimondi and Gabriele Colangelo.


Aquilano.Rimondi:
I Designer:
Da quando si sono conosciuti 12 anni fa da Max Mara (dove entrambi lavoravano), Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi non si sono più separati. Rimasti sempre nell'ombra, è solo negli ultimi anni che i due stilisti sono diventati noti: nel 2005 hanno fondato il loro marchio -6267-, con il quale hanno vinto il concorso "Who is on Next" (indetto ogni anno da Alta Roma e realizzato in collaborazione con Vogue Italia), ma che, nonostante il -seppur non immediato- successo, hanno successivamente abbandonano sia per questioni economiche che per accettare il compito di direttori creativi prima di Malo (nel 2007) e poi di Gianfranco Ferré (2009). Ma, nonostante questo prestigioso compito, la voglia di esprimere sé stessi è stata così tanta che, contemporaneamente al lavoro da Ferré, i due sono riusciti (nel settembre 2009) a creare e a far sfilare a Milano il loro nuovo brand: Aquilano.Rimondi. Inutile dire che è stato un immediato successo.
Tagli dal gusto couture, altissima qualità delle materie prime, un' eccellente (e commovente) dimostrazione della grandezza dell'artigianalità italiana, forme e colori nuovi: tutti elementi che non hanno potuto lasciare indifferenti il pubblico.
Da allora è una continua escalation: lo studio sempre più attento delle forme e delle lunghezze, la ricerca dei colori e delle stoffe sono gli elementi che maggiormente caratterizzano questo meraviglioso marchio; un marchio dal sapore tutto italiano.


The Designers:
Since they’ve been meeting 12 years ago at Max Mara (where they were both working at that time), Tommaso Aquilano and Roberto Rimondi have never parted from each other. They’ve always tried to remain in the shadows, but in recent years they’ve started becoming famous: in 2005 they launched their new brand, whose name was 6267, which made them win “Who’s on Next?” (an annual Italian Fashion competition organized by Alta Roma in partnership with Vogue Italy) in the same year but which they had to abandon because of both economical issues and the fact that they accepted working as creative directors firs at Malo (in 2007) and then at Gianfranco Ferré (2009).
However, despite that new prestigious job, they still wanted to express themselves so much that, while working on Ferré’s collection, in September 2009 they managed to found and to organize their first fashion show with their own new brand: Aquilano.Rimondi.     
Couture-like tailoring, the finest fabrics, an excellent (and moving) proof of the greatness of Italian craftsmanship, new colours and shapes: all these elements couldn’t be of no consequences to the audience.
From that moment on it’s been a non-stop escalation: every time we’ve seen one of their shows, we’ve noticed an increasing study of lengths and shapes, a more and more attentive research of colours and fabrics and we can say that this new brand is going to go far, if it continues on the same way.



La Collezione:
La collezione P/E 2011 può essere riassunta in tre parole: "Massimizzare il minimalismo".  È proprio seguendo questo fil rouge (rivelatoci dal duo stesso) che è possibile comprendere a fondo questa collezione: i capi minimalisti (dai tagli netti e dalle forme ridotte all'essenziale) sono stati "massimizzati" dalle bellissime stampe (che riprendono in parte la pittura dei Macchiaioli toscani di metà Ottocento) e dai colori accesi.
Che dire: l'effetto finale è quantomeno sublime. Speriamo solo che questa volta duri, anche se le premesse che diventi una delle colonne portanti del made in Italy questa volta ci sono tutte.


The Collection:
S/S 2011 collection may be summed up just by using two words: “Maximizing minimalism”. If we follow this “fil rouge” (which has been revealed to us by the designers themselves), we are able to fully understand this collection: minimalist items (whose main features are clear cuts and essential shapes) have been “maximized” by beautiful prints (whose inspiration has come from the Tuscanian Macchiaioli’s painting of the second half of the 19th century) and bright colours.
What else can I say: the final effect is just extraordinary. Let’s hope that everything will last this time, but I must say that now there are all the makings of making this brand one of the centrepieces of Made in Italy.





Gabriele Colangelo

Il Designer:
Il percorso formativo vissuto da questo designer è stato atipico: prima ha frequentato il Liceo Classico, dopo la Facoltà di Lettere Antiche e solo successivamente, complici i propri "geni" (proviene infatti da una famiglia di artigiani pellicciai), si è interessato all'ambito della moda. Nel 1998 ha vinto un concorso indetto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e del Fondo Sociale Economico Europeo, che gli ha permesso di frequentare un corso gratuito in Fashion Design. A seguito di uno stage in Ittierre, inizia la propria carriera presso Versace (prima nella Linea Intimo Jeans e poi nel quartiere centrale della Maison), successivamente lavora a diversi progetti (Just Cavalli, Amuleti J.) e, finalmente, nel 2008 decide di creare una propria capsule collection, basata sulla pelletteria (la cui lavorazione viene lasciata al padre) e sulle decorazioni (per la cui realizzazione si reca in India). Nel luglio dello stesso anno partecipa a (e vince) "Who is on Next?". Da lì il lavoro dello stilista inizia ad essere sempre più conosciuto ed apprezzato e, se continuerà ad evolvere come sta facendo, sono sicura che diventerà uno dei nomi più conosciuti del Made in Italy nel mondo.


The Designer:
This designer’s training has been atypical: at first he attended Senior High School specializing in classical studies, then the Faculty of Classics and only afterwards he started getting interested in the fashion field, thanks also to his “genes”, as he comes from a family of furriers. In 1998 he won a fashion competition organized by the National Chamber of Italian Fashion and the European Social Found, which allowed him to attend a free course in Fashion Design. After a stage in Ittierre, Colangelo began his career at Versace (he initially worked at Versace Intimo Jeans and then he moved into the maison’s head quarter), then he worked on different projects (Just Cavalli, Amuleti J.) and in 2008 he finally decided to create his own capsule collection, based on leather manufacturing (which was left to his father) and embroidery (for the realization of which he went to India). In July of the same year he entered (and won) the competition “Who is on next?”. From that moment on the designer’s work has begun to be more known and appreciated and I’m pretty sure that, if he continues this way, he will be soon one of the most well known Italian names in the international Fashion System.  



La Collezione:
I tre sostantivi che, a detta dello stesso stilista, generalmente meglio descrivono il suo stile sono "la Linea, il Colore e il Decoro". Questo è visibilissimo nella sua collezione P/E 2011: linee e colori leggerissimi, quasi impalpabili, che si ispirano alla mostra londinese dell'artista Wolfgang Tillmans, e tessuti/decorazioni che danno "un effetto degradé, dal pesante al leggero", come afferma lo stesso stilista. È una collezione eterea, impercettibile, ma ricca, anzi ricchissima, di talento.


The Collection:
The designer himself suggests us the three main substantives that better describe his style, which are: “Line, Colour and Embroidery”. We can easily apply this point of view to his S/S 2011 Collection: we have light, almost imperceptible, lines and colours (whose inspiration comes from the London artist Wolfgang Tillmans) and fabrics and embroideries that give a “degradé effect, from lightness to heaviness”, as the designer himself has revealed. We can say that this collection is ethereal and imperceptible but, at the same time, it is rich in talent.








E voi, o miei adorati lettori, che cosa ne pensate di questi due stilisti emergenti? C'è ultimamente qualche altro nuovo stilista che vi ha colpito particolarmente? Sarei curiosissima di conoscere le vostre opinioni! :D

Nel frattempo vi auguro una splendida serata!! :)

Baci


And what about you, my dearest readers? What do you think about these two emerging designers? Is there any new designer who has recently impressed you? I'd be veeery curious to know your opinions! :D 
In the meantime I wish you an amazing evening!! :)
Kisses

domenica 5 dicembre 2010

Le migliori sfilate P/E 2011 (Parigi e Londra) - Best S/S 2011 Fashion Shows (Paris and London)

Ed eccomi finalmente con la seconda parte della mia "Top 3"! Oggi mi dedicherò alle sfilate P/E 2011 di Parigi e Londra.

Enjoy! :)


And here I am with the second part of my "Top 3"! Today I'm going to focus on Paris and London S/S 2011 Fashion Shows.

Enjoy! :)


Parigi:

     1. Chloé

         Una melodia: leggera, essenziale e danzata in punta di piedi.
         Ecco quello che Hannah MacGibbon ci ha voluto sussurrare
         con questa collezione. Le (splendide) gonne plissettate
         diventanto un tutt'uno con il corpo femminile, lo accarezzano
         e lo accompagnano nei suoi movimenti. Ma, se a un certo punto,
         la melodia svanisce, gli abiti rimangono e sono in grado, ogni
         volta, di riportare in vita l'armonia di quel canto.


         A melody: light, essential and danced on tiptoe. That's what
         Hannah MacGibbon wanted to whisper us with this collection.
         The (gorgeous) pleated skirts melt with the feminine body and 
         come along with its movements. However, if at a certain point
         the melody vanishes, the dresses remain and they're able to bring
         that song back to life, again and again.



     2. Stella McCartney

         Sono silhouettes nette, pulite e mai banali quelle proposte da
         Stella McCartney. Che si tratti di un completo di ispirazione
         maschile o di un abito in jeans, quello che stupisce di questa
         collezione è il taglio perfetto di ogni singolo capo. Pragmaticità
         e praticità sono perciò due sostantivi che vanno qui di pari passo;
         perché è nelle cose (apparentemente) semplici che si vede
         l'eccezionalità del talento.


         Stella McCartney puts forward really clean and never trivial silhouettes.
         No matter if it's a man-inspired suit or a jean dress, what astonishes
         about this collection is the perfect tailoring of every single piece.
         Therefore here pragmatism and practicalness are the two main nouns
         that go hand in hand with each other; because it's only in (apparently)
         simple things that you can see the uniqueness of a talent.


    3. Nina Ricci

        C'è un qualcosa di serio nell'essere frivoli. È in questo (apparente)
        contrasto che risiede l'anima della collezione firmata Peter Copping: 
        si passa dal trench dal taglio maschile abbinato ad un leggerissimo
        abito in chiffon bianco ad accostamenti di palettes più decise.
        Un gusto meravigliosamente francese, dall'anima (consapevolmente)
        ambigua. 

       
        There's something serious in beeing frivolous. It's in this (seeming)
        contrast that lies the soul of the collection signed by Peter Copping:
        you can pass from a tailored trench matched with a slight chiffon
        white dress to more hazardus colour combinations.
        A marvellously French taste, whose soul is (consciously) ambiguous.



Londra:

    1. John Rocha

        Date solo un'occhiata al miniabito lavorato all'uncinetto: non è
        un'opera d'arte? Sono stata completamente presa da questa
        collezione, ogni singolo elemento si fonde perfettamente con
        tutti gli altri. Questa collezione è un mix di minimalismo e
        sperimentazione, alla cui base vi è un (seppur lontano)
        sentimento bohemien. 


        Just take a look at the crochet-worked minidress: isn't it a work
        of art? I've been totally fascinated by this collection, every single
        element just fits perfectly with all the other ones. This collection is 
        all about minimalism and experimentation, both based on a (far-off)
        bohemien feeling.


 
    2. Charles Anastase

        Ricchissima di riferimenti (da Gainsbourg a Brigitte Bardot),
        questa collezione è in grado di trasportarti in un mondo inquietante, 
        fatto di donne rimaste bambine, di lunghezze esasperate e di una
        continua sensazione di disorientamento. Mi ricorda molto
        "Alice in Wonderland" di L.Carrol: che anche la protagonista di
        questa collezione (proprio come Alice) uscirà dal proprio viaggio
        profondamente cambiata? 


        So rich in references (from Gainsbourg to Brigitte Bardot), this
        collection is able to bring you into an unsettling world, composed by
        never-grown women, exasperated lengths and a continuous feeling
        of disorientation. This really reminds me of "Alice in Wonderland",
        written by L.Carrol: will the collection's main character emerge
        (like Alice herself) from her journey somehow deeply changed?



    3. Erdem

       Sono due le principali ispirazioni per questa collezione: la prima
       coicide con il Balletto Russo (ecco spiegata la presenza delle 
       gonne svasate in pizzo), la seconda invece è rappresentata dai motivi 
       floreali. Unendo queste due idee, Moralioglu ha raggiunto uno
       splendido effetto: oltre che indossabile, questa collezione non è solo 
       espressione di un particolare punto di vista, ma è anche ricca di gioia;
       perché, dopotutto, è primavera.        


       Two main inspirations for this collection: the first one is the
       Russian Ballet (that's why you have flared lace skirts), while
       the second one are floreal patterns. By combining these two ideas,
       Moralioglu has reached an amazing effect: not only is the collection
       wearable and has a specific point of view, but is also full of joy;
       because it's spring, after all.



Che cosa ne pensate? Quali sono state le vostre collezioni preferite in questa P/E 2011?

Vi auguro una meravigliosa serata miei cari lettori!


ps. Lo so, pubblico post sempre a queste ore tarde, ma, tra lo studio e il fatto che ci metto tutta me stessa per ogni post, impiego sempre una vita per completarlo! Cercate di perdonarmi! :D



What do you think about them? Which are your favourite S/S 2011 collections?

I wish you a marvellous evening my dearest readers!


ps. I know, I always post at late night, but it takes me so much time to write something acceptable, as I always try to give my best into every post I write! So, please, forgive me! :D

giovedì 2 dicembre 2010

Le migliori sfilate P/E 2011 (NY e Milano) - Best S/S 2011 Fashion Shows (NY and Milan)

So che le Sfilate P/E 2011 sono ormai solo un vecchio ricordo e che siamo già impazienti di vedere le prossime, però ho pensato che sarebbe stato utile fare un punto della situazione su quanto abbiamo visto nelle ultime passerelle: ho perciò deciso di redigere una (mia) "Top 3" per ognuna delle 4 principali Fashion Weeks: New York, Milano, Parigi e Londra.

Oggi mi dedicherò a NY e Milano.


Enjoy! :)



I know that S/S 2011 Fashion Shows are already an old memory and that we can’t wait to see the next ones, but I’ve thought that it would have been useful to take stock of the situation about what we’ve seen on the latest runways: therefore I’ve decided to write a (personal) “Top 3” for each one of the 4 main Fashion Weeks: New York, Milan, Paris and London.

Today I’m going to focus on NY and Milan.


Enjoy! :) 


New York:

    1. Marc Jacobs

         "Una lettera d'amore alla moda", così Stefano Tonchi, editore
         di "W. Magazine" definisce la collezione. Quello che colpisce
         di questa sfilata non è tanto il chiaro richiamo agli anni '70, nè
         il magistrale uso dei colori, quanto, riprendendo il discorso di
         Tonchi, "la sensazione, l'energia, il mood".
         Si sa, per Marc Jacobs "i vestiti sono solo vestiti, e sempre lo
         saranno": verissimo. Ma quando alla base c'è una cultura così
         vasta, essa emerge sempre, anche involontariamente.  
         Come Re Mida quindi, Jacobs trasforma qualsiasi cosa in Moda.

        
         “A love letter to Fashion”, with these words Stefano Tonchi,
         editor of “W Magazine”, defines the collection. What strikes
         you is neither the clear reference to the 70’s nor the excellent
         use of colours, but “the feeling, the energy, the mood”, as Tonchi
         said.
         You know, according to Marc Jacobs “clothes are just clothes,
         they’ll always be clothes”; that’s absolutely true. But when there’s
         such a wide culture at the base, it always emerges, even
         unintentionally.         
         So, just like King Midas, Jacobs turns everything into Fashion.   




    2. J. Mendel

         Drappeggio, chiffon, colori-non colori (bianchi, toni polverosi)
         spezzati all'occasione da toni arancio vivo. Unisci tutti questi
         elementi ed otterrai (se sei Gilles Mendel) abiti leggeri, eterei,
         che esaltano la figura femminile. Sono abiti capaci di trasportarti
         in un altro mondo, degni di una prima ballerina. 


         Drape, chiffon, colours-non colours (whites, powdery tones),
         all popped up by touches of bright orange. If you put all these
         elements together, you will obtain (if you’re Gilles Mendel) light,
         ethereal and bodyconscious dresses. These clothes are able to
         carry you into another world; they’re just worthy of a prima ballerina.



    3. 3.1 Phillip Lim

         5 tipi di pizzo applicati su un solo abito per ricreare motivi
         geometrici diversi, fili di corda (sì, corda) uniti a perline e
         seta, pelle finissima insieme ad organza. Lo studio (attentissimo)
         dei materiali in questa sfilata è impressionante e l'effetto finale
         è un capolavoro. Quando si dice ossessione. 


         5 types of lace have been used just to recreate different
         geometrical patterns in one single dress, rope (yes, rope)
         threads have been put together with beads and silk, fine
         leather has been associated with organza. The (careful) study
         of materials in this fashion show has been grand and the final
         effect is just a masterpiece. When you talk about obsession.  




Milano:

    1. Francesco Scognamiglio

 
         Tra classicità ed avanguardia, da Napoli all'Opéra di Versailles. 
          Per celebrare i 10 anni del suo marchio, Scognamiglio decide di
          rinnovare la linea: spuntano così tubini in lattice ricamati da perle, 
          soprabiti dalle spalle esagerate, minidress in pizzo ed organza.
          Ed è subito amore. C'è chi fa moda e chi fa arte. E poi c'è
          Scognamiglio, che unisce l'arte alla Moda, quella vera.


          Between classical and avant-garde, from Naples to the Opéra
          of Versailles. To celebrate the 10th anniversary of his own brand,
          Scognamiglio decides to update his line: that’s why latex sheath
          dresses embroidered with pearls, outerwear with oversized
          shoulders and lace and organza minidresses come out from the
          runway. And it’s immediate love. There are those who make art
          and those who makes clothes. And then there’s Scognamiglio,
          who joins art to Fashion, the real one.



    2. Antonio Marras

         Una poesia. Questa è l’unica parola in grado di descrivere la
         collezione P/E 2011 di Marras. E, proprio come una poesia,
         anch' essa ha due livelli di lettura: uno più immediato ed
         universale (bellissimi tessuti, colori eccezionali, grandissima
         artigianalità, stampe che richiamano la sua terra) ed uno
         invece più profondo, personale. È una poesia, sì, ma deve essere 
         letta e riletta più volte, perché è sempre in grado di rivelarci
         qualcosa di nuovo.


         A poem. This is the only word that can describe S/S Marras
         Collection. And, just like a poem, it has two different reading
         levels: the first one is more immediate and universal (gorgeous
         fabrics, exceptional colours, great craftsmanship, patterns that
         remind you of the designer’s native country –Sardinia-), while
         the second one is deeper and more personal. But this poem has
         to be read several times, because it’s always able to reveal you
         something new.



    3. Moschino Cheap & Chic

         Inizialmente questa collezione mi sembrava un'accozzaglia di
         forme e colori. Ma più la osservavo più mi accorgevo che ciò
         non era vero. Così mi è venuto da sorridere. Non è un'accozzaglia,
         è un puzzle. Basta che ognuno scelga i propri pezzi, crei con essi
         la sua storia ed il gioco è fatto.


         At the very beginning this collection seemed to me like a messy
         patchwork of forms and colours. But the more I looked at it the
         more I realized that that wasn’t true. Therefore I started to smile.
         It is not a messy patchwork, it’s a puzzle. You just have to pick up
         your pieces, create your story with them and the work is done.



Che cosa ne pensate? Quali sono stati i vostri "Top 3" nelle sfilate americane e milanesi?


What do you think about it? Which have been your American and Italian "Top 3" ?




NB. Tra domani e dopodomani sarà pronta la traduzione in inglese ed entro fine settimana il prossimo post con Parigi e Londra!

NB. The English translation will be ready by tomorrow evening, while the post about Milan and London will be available by the end of the week!





Vi auguro una splendida serata miei cari (sebbene per ora pochi) lettori! :)

I wish you a wonderful evening my dearest (even if not so many for now) readers! :)

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